DISCIPLINATHA

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lunedì 17 giugno 2024

Georges Simenon - Liberty Bar - Libro Completo - Maigret

La prima sensazione fu di essere in vacanza.

Quando Maigret scese dal treno, la stazione di Antibes era inondata per metà da un sole così luminoso che la folla in movimento sembrava fatta di ombre.

Ombre munite di cappello di paglia, pantaloni bianchi e racchetta da tennis. C'era nell'aria come un ronzio confuso. Il marciapiede era fiancheggiato da palme e cactus, e al di là della lampisteria si scorgeva un lembo di mare azzurro.

Subito un uomo gli si fece incontro:

«Il commissario Maigret, immagino... L'ho riconosciuta perché ho visto la sua foto sul giornale...

Ispettore Boutigues...».

Boutigues! Un nome che sembrava uno scherzo!

L'ispettore si era già impadronito delle valigie di Maigret e lo guidava verso il sottopassaggio. Indossava un abito grigio perla con un garofano rosso all'occhiello e scarpe con le ghette.

«È la prima volta che viene ad Antibes?».

Asciugandosi il sudore, Maigret si sforzava di tener dietro al suo cicerone, che sgusciava fra la gente passando davanti a tutti. Finalmente si trovò di fronte a una carrozza con il mantice di tela color crema e una frangia adorna di pallini che oscillavano tutt'intorno.

Un'altra sensazione dimenticata: il cigolio delle molle compresse, il colpo di frusta del vetturino, il rumore sordo degli zoccoli sull'asfalto molle...

«Prima di tutto, andiamo a bere qualcosa... Non dica di no... Senta, ci porti al Café Glacier...».

Era lì a due passi. Intanto l'ispettore cominciò a spiegare:

«Place Macé... Il centro di Antibes...».

La piazza era proprio graziosa, con un giardinetto al centro e delle tende da sole color crema o arancione a tutte le finestre. Boutigues costrinse il commissario a sedersi a un tavolino all'aperto e a bere un pernod.


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