DISCIPLINATHA

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venerdì 10 maggio 2024

John Le Carré - Chiamata per il morto - 9 Capitolo - Voce Naturale - Far ordine

"Oh, ancora una cosa, giusto per tirarle su un po’ il morale. Ho fatto fare il confronto fra la lettera in cui Fennan annunciava il suo suicidio e la lettera anonima. Sono state scritte da persone diverse, ma sulla stessa macchina da scrivere. Diverse la pressione e la spaziatura, ma identici i caratteri. A presto, vecchio mio. Beva un po’ di vino."
Guillam chiuse la porta dietro di sé. I suoi passi echeggiarono leggeri nel corridoio vuoto.
Mendel si arrotolò una sigaretta.
"Dio mio" disse Smiley "ma lei non ha paura di nulla? non ha visto la morte, qua dentro?"
Mendel fece una smorfia e scosse la testa.
"Si muore una volta sola" disse, portandosi la sigaretta alle labbra sottili. Smiley lo osservava mentre l'accendeva. Prese l'accendino, ne sollevò il cappuccio e fece girare la rotella col pollice annerito formando con entrambe le mani una coppa intorno, portando la fiamma vicino alla sigaretta. Avrebbe anche potuto infuriare un uragano.
"Bene, lei è l'esperto di delitti" disse Smiley; "come stiamo andando?"
"Confusamente," disse Mendel "senza ordine."
"Perché?"
"Conclusioni illogiche dappertutto. Nessun lavoro di polizia. Nulla di controllato. Niente e l'algebra."
"Cosa c'entra l'algebra?"
"Avrebbe dovuto dimostrare innanzitutto quello che può essere dimostrato. Trovare le costanti. E' veramente andata a teatro? Era sola? I vicini l'hanno sentita rientrare? Se è così, a che ora? Fennan è veramente arrivato tardi martedì? E' vero che andava a teatro regolarmente ogni quindici giorni, come lei ha detto?"


 

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