DISCIPLINATHA

DISCIPLINATHA
Be disciplined!

mercoledì 19 giugno 2024

Georges Simenon - I sotterrani del Majestic- 1 CAP - Voce Naturale

 

La gomma di Prosper Donge Il rumore secco di una portiera. Un’altra giornata aveva inizio. Il motore in folle. Forse Charlotte stringeva la mano al tassista. Poi l’auto si allontanò. Dei passi, la chiave che entrava nella serratura, lo scatto di un interruttore. Lo schiocco di un fiammifero in cucina e il leggero sibilo del fornello a gas che si accendeva. Con la lentezza di chi ha passato la notte in piedi, Charlotte salì le scale troppo nuove, entrò piano piano in camera e girò un altro interruttore. Si accese una lampada schermata da un fazzoletto rosa con una ghianda di legno a ciascun angolo. Prosper Donge teneva gli occhi chiusi. Charlotte si svestì guardandosi nella specchiera dell’armadio. Quando si liberò della giarrettiera e del reggiseno ebbe un sospiro di sollievo. Era grassa e rosea come un Rubens, ma aveva la mania di strizzarsi più che poteva, e, una volta nuda, doveva strofinarsi la pelle per far sparire i segni. Aveva un suo modo irritante di infilarsi nel letto salendovi sopra prima in ginocchio, così che la rete s’inclinava tutta da un lato. «Tocca a te, Prosper!». Non appena lui si alzava, Charlotte si rannicchiava al suo posto ancora caldo, si tirava le coperte fin sopra gli occhi e non si muoveva più.

lunedì 17 giugno 2024

Georges Simenon - Liberty Bar - Libro Completo - Maigret

La prima sensazione fu di essere in vacanza.

Quando Maigret scese dal treno, la stazione di Antibes era inondata per metà da un sole così luminoso che la folla in movimento sembrava fatta di ombre.

Ombre munite di cappello di paglia, pantaloni bianchi e racchetta da tennis. C'era nell'aria come un ronzio confuso. Il marciapiede era fiancheggiato da palme e cactus, e al di là della lampisteria si scorgeva un lembo di mare azzurro.

Subito un uomo gli si fece incontro:

«Il commissario Maigret, immagino... L'ho riconosciuta perché ho visto la sua foto sul giornale...

Ispettore Boutigues...».

Boutigues! Un nome che sembrava uno scherzo!

L'ispettore si era già impadronito delle valigie di Maigret e lo guidava verso il sottopassaggio. Indossava un abito grigio perla con un garofano rosso all'occhiello e scarpe con le ghette.

«È la prima volta che viene ad Antibes?».

Asciugandosi il sudore, Maigret si sforzava di tener dietro al suo cicerone, che sgusciava fra la gente passando davanti a tutti. Finalmente si trovò di fronte a una carrozza con il mantice di tela color crema e una frangia adorna di pallini che oscillavano tutt'intorno.

Un'altra sensazione dimenticata: il cigolio delle molle compresse, il colpo di frusta del vetturino, il rumore sordo degli zoccoli sull'asfalto molle...

«Prima di tutto, andiamo a bere qualcosa... Non dica di no... Senta, ci porti al Café Glacier...».

Era lì a due passi. Intanto l'ispettore cominciò a spiegare:

«Place Macé... Il centro di Antibes...».

La piazza era proprio graziosa, con un giardinetto al centro e delle tende da sole color crema o arancione a tutte le finestre. Boutigues costrinse il commissario a sedersi a un tavolino all'aperto e a bere un pernod.


sabato 15 giugno 2024

Seven Sins And A Desire - Artwork by Cosimo Palermo - Lego Minions/Construction


Sembra facile, quasi bambinesco, ma in realtà è molto difficile crearli. Per esempio, stamane dopo aver caricato l'episodio del libro Liberty Bar (mi sono svegliato ale 6.30) mi è rimasta qualche ora libera e mi sono detto perchè non provare a fare un nuovo collage, quindi mi sono spostato nell'altra stanza dove ho un'altro PC con due schermi, ci vogliono 2 schermi per farli, due schermi e 10 programmi aperti. Poi ...piano...piano... personaggio... dopo... personaggio è venuta fuori la "figura"

venerdì 31 maggio 2024

John Le Carré - Chiamata per il morto - 10 Cap - Voce Naturale "La storia della Vergine"

 


Mendel guidava molto bene, con una specie di pedanteria femminile, che Smiley avrebbe considerato comica. La strada di Weybridge era ingombra di traffico come sempre. Mendel odiava gli automobilisti.

Date una macchina a un uomo perché la usi e lui lascerà indietro nel garage l'umiltà e il senso comune. Non gli importava chi fosse - aveva visto dei vescovi imporporati andare a cento in una zona abitata, spaventando i pedoni coi loro scherzacci. Gli piaceva l'auto di Smiley. Gli piaceva l'andatura rumorosa che aveva mantenuto, le apprezzabili cose superflue di cui era dotata, gli specchietti ad ala, i fari per la retromarcia. Era una macchinetta decorosa.

Gli piacevano le persone che avevano cura delle cose, che portavano a termine le cose che avevano cominciato. Gli piacevano l'accuratezza e la precisione. Nessuna imperfezione. Come quell'assassino. Che cosa aveva detto Scarr? "Giovane, noti, ma freddo. Freddo come la carità." Lui conosceva quell'espressione dello sguardo e anche Scarr l'aveva conosciuta lo sguardo completamente assente negli occhi di un giovane assassino. Non lo sguardo della bestia selvaggia, non il ghigno feroce del maniaco, ma lo sguardo che viene da una perfetta efficienza, raffinata e provata. Rappresentava uno stadio ulteriore dell'esperienza bellica. La visione della morte, in guerra, provoca un'alterazione della personalità; ma, a parte questo, oltre questo nell'animo dell'omicida di professione c'è una superiorità colpevole.

Sì, Mendel lo conosceva: il tipo che rimane in disparte, fuori della banda, gli occhi pallidi, privi di espressione, il tipo a cui le ragazze corrono dietro, di cui parlano senza sorridere. Sì, il tipo perfettamente freddo.

La morte di Scarr aveva spaventato Mendel. Si fece promettere da Smiley che non sarebbe tornato nella Bywater Street una volta dimesso dall'ospedale. C'era da augurarsi che lo ritenessero morto. La morte di Scarr dimostrava, certamente, almeno una cosa: l'assassino era ancora in Inghilterra, desideroso di far pulizia. "Quando sarò alzato," aveva detto Smiley la sera prima "dobbiamo farlo uscire dalla tana. Mettere in giro qualche esca." Mendel sapeva chi sarebbe stato l'esca: Smiley. Ma certamente, se avevano ragione riguardo al movente, c'era anche un'altra esca: la moglie di Fennan. Infatti, pensò Mendel cupo, per lei non dev'essere molto importante il fatto di non essere ancora stata uccisa. Si vergognò di se stesso e si mise a pensare ad altre cose, pensò ancora a Smiley.

giovedì 30 maggio 2024

Pierpaolo Pasolini Libri - Gifart - Cosimo Palermo - Created 29/09/2021 - Docufilm

Georges Simenon - Liberty Bar - 2 CAP - Parlatemi di Brown - Maigret


«Che cosa faceva di sera, Brown?».

Maigret, seduto con le gambe accavallate, guardava infastidito la vecchia che cercava di recitare la parte della signora distinta.

«Uscivamo pochissimo... Di solito mia figlia leggeva, mentre io...».

«Parlatemi di Brown!».

E lei, risentita:

«Non faceva niente!».

«Ascoltava la radio» disse Gina con un sospiro, assumendo una posa languida. «Amo la vera musica quanto detesto...».

«Parlatemi di Brown. Era in buona salute?».

«Se mi avesse dato ascolto,» cominciò la madre «non avrebbe mai sofferto di fegato, né di reni... Un uomo, dopo la quarantina...».

Maigret aveva l'espressione di chi è costretto ad ascoltare un imbecille che si diverte a raccontare vecchie barzellette e scoppia a ridere in continuazione.

Erano veramente ridicole tutt'e due, la vecchia con la sua aria altezzosa, l'altra con quelle pose da florida odalisca.

«Avete detto che quella sera Brown è tornato a casa in macchina, ha attraversato il giardino ed è caduto sulla scala esterna...».

«Come se fosse ubriaco fradicio, sì! Gli ho gridato dalla finestra che non l'avrei mai fatto entrare in casa in quello stato...».


giovedì 23 maggio 2024

Georges Simenon - Rue Pigalle e altri racconti - 6 EP - Pena di morte - VOCE NATURALE


Il rischio maggiore, in questo genere di inchieste, è non farcela più. L’appostamento durava ormai da dodici giorni: con inesauribile pazienza, l’ispettore Janvier e il brigadiere Lucas si davano il cambio, ma anche Maigret si era già accollato un buon centinaio di ore, visto che era l’unico, in fin dei conti, a sapere più o meno dove voleva andare a parare.

Quella mattina Lucas gli aveva telefonato da boulevard des Batignolles:

«Credo che i piccioncini stiano per spiccare il volo... La cameriera mi ha appena detto che stanno chiudendo le valigie...».

Alle otto Maigret stava già di guardia dentro un taxi, con una valigia ai piedi, a pochi passi dall’Hôtel Beauséjour.

Pioveva. Era domenica. Alle otto e un quarto la coppia uscì dall’albergo con tre valigie e chiamò un taxi. Alle otto e mezzo la vettura si fermò davanti a una brasserie della Gare du Nord, di fronte al grande orologio. Anche Maigret scese dal taxi e, senza affatto

nascondersi, si sedette a un tavolino non lontano da quello dei «piccioncini».

Non solo piovigginava, ma cominciava a far freddo. La coppia si era sistemata accanto a un braciere. Non appena scorse il commissario, l’uomo portò istintivamente la mano al cappello a bombetta, mentre la sua compagna si strinse ancor di più nella pelliccia.

«Cameriere, un grog!».

Anche quei due bevevano un grog, mentre i passanti li sfioravano, il cameriere andava e veniva, e la vita di una domenica mattina attorno a una grande stazione continuava il suo corso come se non ci fosse stata in gioco la testa di un uomo.

La lancetta avanzava a scatti sul quadrante dell’orologio. Alle nove la coppia si alzò e si diresse a uno sportello.

«Due biglietti di sola andata in seconda classe per Bruxelles...».

«Un’andata in seconda per Bruxelles» fece eco Maigret.

Poi le banchine affollate, la ricerca di un posto sul rapido, lo scompartimento in fondo al binario, vicino alla locomotiva, in cui la coppia finalmente salì, lo stesso in cui il commissario sistemò la valigia nella reticella. Gente che si baciava. Il giovanotto con la bombetta scese per comprare dei giornali e tornò con un pacco di settimanali e riviste illustrate.

Era il rapido per Berlino. Pieno zeppo. Si udivano una miriade di lingue diverse. Partito il treno, il giovanotto si mise a leggere un giornale senza sfilarsi i guanti, mentre la sua compagna, che sembrava infreddolita, posò istintivamente la mano su quella di lui.

«C’è un vagone ristorante?» chiese qualcuno.

«Dopo la frontiera, credo!» rispose un altro.

«Ci fermiamo alla dogana?».

«No. Fanno i controlli a bordo dopo Saint-Quentin...».

Georges Simenon - I sotterrani del Majestic- 1 CAP - Voce Naturale

  La gomma di Prosper Donge Il rumore secco di una portiera. Un’altra giornata aveva inizio. Il motore in folle. Forse Charlotte stringeva ...