DISCIPLINATHA

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Be disciplined!

lunedì 20 maggio 2024

Georges Simenon - Rue Pigalle e altri racconti - 4 EP - Il Signor Lunedi - VOCE NATURALE


Maigret rimase immobile per un po’ dinanzi al cancello nero che lo separava dal giardino, e sulla cui targa smaltata appariva il numero 47 bis. Erano le cinque di sera ed era buio pesto. Alle sue spalle scorreva quel ramo uggioso della Senna in cui si allunga l’isola deserta di Puteaux, con i suoi terreni incolti, i boschi cedui e gli alti pioppi.

Davanti a lui, invece, al di là del cancello, c’era una palazzina moderna di Neuilly, e tutto il quartiere del Bois de Boulogne, con la sua eleganza, la sua agiatezza e, in quel periodo dell’anno, il suo tappeto di foglie autunnali.

Il 47 bis si trovava all’angolo fra boulevard de la Seine e rue Maxime-Baès. Al primo piano si vedevano alcune finestre illuminate, e Maigret, che se ne stava curvo sotto la pioggia, si decise infine a premere il campanello. È sempre imbarazzante turbare la quiete di una casa, soprattutto una sera d’inverno quando, piena di un intimo tepore, è freddolosamente raccolta su se stessa, e a maggior ragione quando l’intruso

viene dal Quai des Orfèvres, con le tasche gonfie di orribili documenti.

Al pianterreno si accese una luce, si aprì una porta e un domestico, prima di attraversare il giardino, cercò di distinguere il visitatore.

«Per che cos’è?» chiese senza aprire il cancello.

«Il dottor Barion è in casa, per favore?...».

L’atrio era elegante e, istintivamente, Maigret si cacciò la pipa in fondo alla tasca.

«Chi devo annunciare?».

«Lei dev’essere Martin Vignolet, l’autista» rispose il commissario, con gran sorpresa del suo interlocutore.

Intanto infilava il suo biglietto da visita in una busta e la richiudeva. Vignolet, un uomo tra i quarantacinque e i cinquant’anni, ossuto, con i capelli ispidi, e dalle evidenti origini contadine, salì al primo piano, tornò pochi istanti dopo e chiese a Maigret di seguirlo. I due passarono accanto a una carrozzina.

sabato 18 maggio 2024

Georges Simenon - Rue Pigalle e altri racconti - 2 EP - Il caso Boulevard Beaumarchais - VOCE NATURALE

«Ebbene sì, mi hanno prescritto la digitalina... Ma sono già due anni che non la prendo più...».

«A ogni modo ne conosceva gli effetti, e certo dovevano averla avvisata che, a dosi massicce...».

«Mi creda, commissario, non ho ucciso mia moglie...».

«E io sono convinto che non sia stata neppure Nicole...».

«Sospettava di lei?».

«Ma no! Stia calmo! Lei mi sta dicendo che non ha ucciso sua moglie. E Nicole non è stata. Adesso le faccio una domanda a cui le concedo di non rispondere. Mi ascolti bene, Voivin... Conoscendo sua moglie come la conosceva lei, gelosa com’era, capace di tenersi in casa la sorella pur di non darle la possibilità di incontrarsi di nascosto con lei, conoscendola, dicevo, lei oserebbe sostenere che sua moglie abbia potuto anche solo prendere in considerazione l’idea di suicidarsi, e di lasciarvi così campo libero?... Ci rifletta...».

«Non lo so...».

«Andiamo! È libero di non rispondere, ma niente menzogne, Voivin... Niente scappatoie...».

Le labbra dell’uomo tremavano. E un fetore riempì improvvisamente la stanza, la reazione del suo corpo al panico. Maigret, senza dire una parola, andò ad aprire la finestra, poi tornò alla scrivania, si caricò lentamente la pipa e finì l’ultimo sorso di birra.

«Le darò una mano, d’accordo?» gli disse con dolcezza.

«Suppongo che preferisca non far entrare sua cognata...».

Voivin piangeva, forse non meno per l’umiliazione che per il dolore, e Maigret parlava camminando su e giù per la stanza, evitando di guardarlo.

«Mi interrompa se sbaglio... Ma non credo di sbagliarmi... Le capita di andare ad Anversa di tanto in tanto?».

«Sì...».

«Proprio come pensavo... Ad Anversa e ad Amsterdam, dove si tengono le più importanti borse di diamanti... Laggiù è riuscito a procurarsi una certa quantità di digitalina più facilmente che in Francia, e correndo meno rischi, il che spiega l’inutilità delle nostre ricerche a Parigi e dintorni...».

giovedì 16 maggio 2024

Georges Simenon - Rue Pigalle e altri racconti - 1 Cap - La chiatta degli impiccati - VOCE NATURALE


Il guardiano della chiusa di Coudray era un tipo smilzo dall’aria triste, con un completo di velluto a coste, i baffi spioventi, lo sguardo sospettoso, un tipo come se ne incontrano tanti fra gli intendenti di grandi proprietà. Non c’era differenza, per lui, tra Maigret e le altre cinquanta persone – gendarmi, giornalisti, poliziotti di Corbeil e membri della procura – a cui da due giorni ripeteva la sua storia. E, mentre la raccontava, non perdeva d’occhio, a monte e a valle, la superficie verdastra della Senna.
Era novembre. Faceva freddo, e un cielo tutto bianco, di un bianco glaciale, si specchiava nell’acqua.
«Mi ero alzato alle sei per accudire mia moglie...». Maigret pensò che sono sempre i brav’uomini dagli occhi tristi ad avere una moglie inferma da accudire. «Già mentre accendevo il fuoco mi era sembrato di sentire qualcosa... Ma solo dopo, mentre preparavo il cataplasma, al piano di sopra, mi sono reso conto che c’era qualcuno che gridava... Allora sono tornato giù... Arrivato alla chiusa, ho intravisto una massa scura contro lo sbarramento...
«“Chi è là?” ho urlato.
«“Aiuto!” mi risponde una voce roca.
«“Cosa diavolo ci fate lì?” chiedo io.
«“Aiuto!” ripete quello.
«Al che prendo la mia barchetta e vado. Ho visto che si trattava dell’Astrolabe. Finalmente cominciava a far chiaro e, sul ponte, ho riconosciuto il vecchio Claessens. Ci scommetto che era ancora sbronzo, e che non lo sapeva neanche lui come accidenti era finita la sua chiatta contro lo sbarramento. Il cane era slegato, sicché gli ho detto di tenerlo...
«Tutto qui...».
Quel che importava, per lui, era che una chiatta si fosse incagliata contro la sua chiusa, col rischio, se la corrente fosse stata più impetuosa, di sfondarla. Ma che a bordo, oltre al vecchio cavallante ubriaco e a un grosso cane da pastore, avessero trovato anche due cadaveri, un uomo e una donna impiccati, non era più affar suo.

PC Calcio 7 Campionato Pro Manager Tutorial 1 Stagione + Trucchi. Anteprima PC Calcio 8!


Salve ragazzi oggi volevo parlarvi di PC Calcio 7, gioco di strategia calcistica della mia adolescenza insuperato, a tal proposito, in questo tutorial di cui troverete la versione video ospitata sul canale YouTube Disciplinatha @Gifart vi spiegherò nel dettaglio tutti i vari trucchetti per riuscire ad appassionarvi e immergervi di nuovo nell'atmosfera di quando la nostra SERIA A era di gran lunga il miglior campionato del mondo. In questo gioco, che ripercorre la stagione 1998/99, vi troverete a gestire i rinnovi contrattuali tra gli altri di Batistuta alla Fiorentina, Zidane alla Juventus e Ronaldo Nazario da Lima all'Inter per darvi un'idea.


Avrete a disposizione svariate possibilità per cominciare a divertirvi, potrete scegliere tra il campionato amatoriale detto Campionato Manager, e quello professionale detto Pro Manager. La differenza tra i due livelli è data dalla possibilità di scelta della squadra con cui iniziare la vostra avventura, nel campionato Manager potrete scegliere qualsiasi squadra tra quelle disponibili anche in altri paesi europei, nel campionato Pro Manager, invece sarete costretti a partire dalla Serie C di quel tempo, potendo scegliere tra un set di squadre che vi offrirà il programma, è qui nasce il primo problema o trucchetto.


Trucchetto, vi accorgerete che vi risulterà impossibile o veramente molto difficile salire di categoria, scegliendo la squadra sbagliata, i problemi più grossi che dovrete affrontare oltre alla scarsa qualità della rosa, saranno le disponibilità economiche bassissime delle squadre di Serie C e la capienza degli Stadi per riuscire a monetizzare con la vendita dei biglietti. Gli sviluppatori  hanno inserito dei trucchetti, tra le proposte delle squadre da poter selezionare in Serie C (sarà vostro compito tornare indietro e ri-selezionare il Campionato Pro Manager fin quando non visualizzerete la squadra desiderata) il Varese, ha di "default" una disponibilità economica di tutto rispetto, circa 77 Miliardi di vecchie Lire. Questa ingente somma di denaro vi permetterà di fare mercato e poter risalire le categorie in pochi anni.


Una volta scelta come squadra il Varese, la seconda cosa da fare come "trucchetto" è quella di cambiare gli IMPIEGATI e scegliere i migliori che vi darà il computer, se possibile tutti con le 5 Stelle piene. Ovviamente, all'inizio della stagione di Serie C il computer non vi darà i migliori allenatori e dirigenti da scegliere come opzione, man mano che giocherete e in base ai risultati che otterrete, ritornando a controllare il "tab" impiegati, dovrete sostituire gli Allenatori o Dirigenti con 3 Stelle o 4 Stelle che avete ingaggiato temporaneamente con quelli a 5 Stelle o 4 Stelle e 1/2. Come per i giocatoti, più bravo è un osservatore migliore saranno i giocatori che vi troverà o proporrà, lo stesso vale per gli allenatori dei fondamentali e soprattutto dell'allenatore delle giovanili, che vi permetterà di sfornare il vostri talenti dalla "cantera" per poi passarli in prima squadra e farli diventare STELLE (in base alle partite che gli lascerete giocare) e vedrete che molti verranno convocati in nazionale oppure venderli per monetizzare ulteriormente.


Questo gioco è stato pensato per una giocabilità Manageriale - Strategica, ovviamente potrete simulare le vostre partite giocandole, con il Joystick o la Tastiera, impostare la durata e fare le sostituzioni. 
Io ci gioco prevalentemente in Modalità Risultato, se no ci mettereste molti mesi per salire dalla Serie C alla Serie A. Impostando la modalità di gioco in risultato, sarà il computer a decidere il risultato delle vostre partite, in base al morale dei vostri giocatori, la tattica scelta, la qualità dei vostri giocatori in relazione alla tattica scelta (se metterete giocatori fuori ruolo, perderete quasi tutte le partite), ed altri parametri che scoprirete da soli. Un consiglio, salvate spesso, in concomitanza con partire cruciali, e rigiocatele quando proprio non potete perderle, nei primi anni di gestione, retrocedere e quindi venire esonerati o fallire non è affatto difficile. Rischierete di retrocedere e venire esonerati molto spesso anche con 77 Miliardi. 


Ultimi consigli, su come monetizzare e comprare giocatori a parametro zero di livello superiore alla categoria.
Scegliendo un Direttore Sportivo e un Osservatore a 5 Stelle avrete l'opportunità di ingaggiare giocatori di categoria superiore a quella in cui milita la vostra squadra, non senza difficoltà e alcune volte dopo mesi di trattative. Quello che vi consiglio è di far scandagliare le squadre di tutto il mondo ai vostri osservatori selezionando prospetti molto giovani che diventeranno fenomeni annunciati e non. A tal proposito vi segnalo alcuni giocatori che potrete prendere ad occhi chiusi anche in giovanissima età, alcuni diventeranno dei fenomeni!


Ultima cosa, fate fare subito delle ricerche di giocatori al vostro Direttore Sportivo a 5 Stelle, dal "tab" dedicato, scegliete come parametri 17-22 anni come età e come qualità 81-85 questo vi permetterà di trovare prospetti giovani di ottima qualità con ancora qualche anno di sviluppo davanti e con costi "contenuti". Ne troverete molti a scadenza di contratto, ingaggiateli per il prossimo anno, saranno la vostra maggiore fonte di finanziamento, offrite molti soldi, casa e automobile, 7 anni di contratto. Fidatevi di me.


Infine mi permetto di segnalarvi l'uscita in questi giorni di un nuovo capitolo della saga PC Calcio. PC Futebol 8. Sembrerebbe non essere cambiato molto nella sostanza, di seguito troverete alcune immagini. Mi sembra che abbiano inserito qualche novità interessante, come alcune dinamiche del simulatore calcistico gestite da Intelligenza Artificiale, in ogni caso sembra che il gioco non sia cambiato molto. Lo troverete su STEAM.


Gestione Sportiva
Pianifica la tua formazione e le tue tattiche e metti gli allenatori a lavorare per te
Allineamento
formazione
Tattiche
Tattiche avanzate
Scegli calci di punizione, rigori e calci d'angolo
Creazione e controllo della seconda squadra
Creazione e controllo di un massimo di 2 squadre giovanili


Gestione mercato giocatori e squadre
Divertiti a firmare, vendere e trasferire giocatori su PC FUTBOL
Mercato dei trasferimenti
Segretario tecnico
Esploratore
Molteplici opzioni di negoziazione con club e giocatore
Possibilità di una finestra di trasferimento aperta o realistica
Promuovere i giocatori delle giovanili in prima squadra


Gestione aziendale
Trasforma il tuo club nell'azienda più redditizia
Gestione delle finanze del club
Scelta dei fornitori e dei contratti
Scelta degli sponsor e delle offerte televisive
Creare edifici in una città vivente controllata dall'intelligenza artificiale
Acquisto e vendita di terreni

mercoledì 15 maggio 2024

Maigret e il produttore di vino - Geroges Simenon - Audiolibro Completo - Voce Naturale


Maigret dovette soffiarsi di nuovo il naso, e si sentì la fronte imperlata di sudore.

«Mi scusi...».

«Si figuri. Mi è difficile rispondere alla sua domanda. L’azienda non è una società anonima, ed essendo di proprietà del signor Chabut, se non ci sono disposizioni testamentarie diverse passa a sua moglie».

«È in buoni rapporti con lei?».

«La conosco poco».

«Lei era il braccio destro di Oscar Chabut?».

«Mi occupavo delle vendite e dei magazzini. Abbiamo più di quindicimila punti vendita in Francia. Qui lavorano quaranta impiegati, e una ventina di ispettori battono a tappeto la provincia. Di Parigi e della banlieue si occupano altri uffici al piano di sopra, che curano anche la pubblicità e le vendite all’estero».

«Quante donne ci sono tra il personale?».

«Scusi?».

«Le ho chiesto quante donne o ragazze sono alle vostre dipendenze».

«Non saprei».

«Chi le sceglieva?».

«Io».

«Oscar Chabut non aveva voce in capitolo?».

«Qui no, affatto».

«Non ne corteggiava qualcuna?».

«Non mi sono mai accorto di niente del genere».

«Se ho capito bene, lei è l’uomo chiave di tutto il settore vendite».

Si limitò a rispondere con un battito di ciglia.

«È dunque probabile che conserverà il suo impiego, e che assumerà anche la direzione di quai de Charenton».

Non proferì verbo, impassibile.

«Tra i dipendenti c’è qualcuno che potrebbe avere motivi di lagnarsi del principale?».

«Lo ignoro».

«Immagino che lei si auguri che l’assassino venga arrestato».


Come recuperare un account Facebook (META) sospeso indebitamente a causa di attacco HACKER (ATO)

Il 28 Settembre 2023 un hacker Americano si è impossessato del mio profilo Facebook che utilizzavo da oltre 14 anni per diletto. META in un istante ha disattivato il mio profilo, nel quale erano presenti migliaia di foto, documenti e centinaia di collegamenti con pagine che ho aperto e selezionato negli anni, che ripercorrevano la mia storia recente.Tutte le segnalazioni a Meta, anche quelle inviate in qualità di webmaster, non hanno sortito alcun effetto. Ho inviato anche un paio di comunicazioni alla sede di Dublino. Niente.


Cose da fare:

E' importante fare la denuncia penale verso ignoti presso le forze dell'ordine del vostro paese di residenza, dopodichè, si può fare una diffida tramite avvocato o se non si vuole andare diretti con l'avvocato, si può scrivere una lettera allegando la denuncia e tutta la documentazione che si riesce ad ottenere sul furto di identità telematica o Account Take Over in inglese e mandarla tramite raccomandata a/r all'indirizzo dell'ufficio legale di Facebook a Milano, intimando nella lettera di procedere tramite avvocato in assenza di risposta entro 15 giorni dal ricevimento della stessa. In giudizio, avendo le prove e soprattutto la denuncia alle forze dell'ordine, Facebook verrebbe condannata a pagare 50 Euro per ogni giorno di sospensione indebita dell'account, quindi in poco tempo lo riattivano. 

OGGETTO: Diffida ad adempiere ex. art. 1454 c.c.

In allegato troverete formale denuncia-querela contro ignoti rilasciata verbalmente e trascritta dal Luogotenente C.S. comandante della Legione Carabinieri 

il giorno 30/09/2023 e n° 5 allegati a supporto della stessa.

Io sottoscritto----------  nato a ------- il ------------, e residente in -------------------- cell. ------------ con la presente denuncio al vostro ufficio il furto di dati digitali avvenuto in data 28/09/2023 tra le 8:00 e le 12:00 della mattina, per la precisione il furto dei dati di accesso e controllo dell'account Facebook collegato agli indirizzi email ---------------- e ----------------------conosciuto come ------------ e i dati di accesso dei relativi accounts di posta elettronica ----------che lo controllavano, utilizzati come pivot per cambiare le informazioni di accesso all’account Facebook dagli Stati Uniti d’America, non senza colpe da parte di -------------------che non ha notificato ho bloccato tali accessi al mio account avvenuti da location inusuali quali gli Stati Uniti d’America e con devices non riconosciute oltre ad aver omesso il doppio fattore di autenticazione tramite numero di telefono come accade regolarmente quando si tenta di accedere al proprio account ------------------------ da una location sconosciuta o con devices differenti, come fattore di controllo.

Oltre alle responsabilità oggettive di -------------, aggiungo altre responsabilità di omesso controllo da parte di Meta, e a tal proposito dichiaro di  aver cambiato il numero di telefono associato al profilo Facebook ----------------- il 3 Settembre 2023 indicandolo come metodo di controllo primario sull’account, invece chi ha effettuato l’account take over dagli Stati Uniti d’America è riuscito a bypassare questo metodo di controllo primario riuscendo a prenderne il controllo attraverso l’indirizzo email associato allo stesso profilo ovvero -------------------, cosa che considerate le moderne pratiche in materia di sicurezza sugli accessi alle piattaforme social non sarebbe dovuta essere consentita. Inoltre dichiaro che non appena è stato preso il controllo del profilo Facebook associato alla casella di posta elettronica ------------- a mio discapito, sono stati cambiati alcuni dati sensibili, aggiunto e poi rimosso un numero di telefono americano +1 906-767-2924 (allegato 2) utilizzato per verificare l’account e cambiato la password il 28 Settembre alle 16.25 Ora Americana, in Italia circa le 11 del mattino da Watsonville California (allegato 1). Inoltre sono stati postati contenuti che hanno violato le policies della piattaforma stessa a giudicare dalle email ricevute per Copyright Infringement (allegato 3) causando il blocco definitivo del profilo e la perdita di accesso da parte del legittimo proprietario senza possibilità d'appello, dichiarandomi completamente estraneo ai fatti chiedo il ripristino immediato dell’accesso all’account -------------(allegato 4). Con la presente dichiaro oltremodo di aver tentato il ripristino del mio accesso all’account Facebook ---------------- attraverso la procedura guidata messa a disposizione dalla piattaforma per la segnalazione degli account hackerati e disabilitati ma lo stesso ripristino mi veniva negato arbitrariamente in assenza di contenzioso, ledendo il mio genuino diritto all’utilizzo della piattaforma (allegato 5).

Vogliate considerare la presente comunicazione come un atto di mediazione obbligatoria e aggiungo di aver inviato tramite indirizzo di posta certificata -------------- copia della lettere di cui sopra in formato digitale presso gli indirizzi Facebook disabled@fb.com, appeals@fb.com in data 30/09/2023. Chiedo cortesemente il ripristino immediato dell’accesso al mio account Facebook associato agli indirizzi email ------------------ e -----------------------

Tutto ciò premesso e considerato, con la presente Vi intimo e diffido ad adempiere, ai sensi e per gli effetti dell’art. 1454 del Codice Civile entro e non oltre il termine di 15 giorni dal ricevimento della presente, avvertendovi che decorso inutilmente tale termine, mi riservo di agire presso le competenti sedi con tutela d'urgenza per neutralizzare qualsiasi periculum in mora che risulti essere imminente e irreparabile a mio carico ed il risarcimento di tutti i danni subiti e subendi con aggravio di spese a Vostro carico, art. 614-bis ovvero il giudice fissa “la somma di denaro dovuta dall'obbligato per ogni violazione o inosservanza successiva, ovvero per ogni ritardo nell'esecuzione del provvedimento

Con ogni più ampia riserva di diritti, ragioni e azioni.

martedì 14 maggio 2024

Georges Simenon - Maigret e il produttore di vino - 5 Capitolo - VOCE NATURALE

Non andarono al cinema, come Maigret aveva progettato il giorno precedente. La pioggia scendeva ancora più fitta ticchettando sull’asfalto, e in boulevard Richard-Lenoir non c’era praticamente anima viva. Solo all’ora della messa comparvero delle sagome scure che camminavano rasente ai muri sotto l’ombrello, e alle dieci del mattino cominciò a soffiare un vento di bufera.

Sempre alle dieci, cosa piuttosto inconsueta, il commissario si decise finalmente a prepararsi. Sino a quel momento era rimasto in pigiama e vestaglia, senza fare nulla di preciso.

Aveva di nuovo la febbre: non molta, trentasette e sei, ma bastava a farlo sentire fiacco e svogliato. La signora Maigret ne approfittava per riservargli mille attenzioni, e ogni volta lui fingeva di brontolare.

«Cosa prepari per pranzo?».

«Un arrosto di vitello col purè».

Come quando era bambino. L’arrosto della domenica. A quell’epoca gli piaceva molto cotto. E nel corso della giornata gli tornarono a sprazzi parecchi ricordi d’infanzia.

Rimasero chiusi in casa a guardare la pioggia che scendeva. Verso mezzogiorno Maigret mormorò impacciato:

«Penso che mi concederò un bicchierino di prunella»..

Poiché lei non si opponeva, andò ad aprire la credenza. Poteva scegliere fra la prunella e l’acquavite di lamponi. Arrivavano entrambe dall’Alsazia, dove viveva la cognata. L’acquavite di lamponi era più profumata: bastava un piccolo sorso e l’aroma ti restava in bocca per mezz’ora.

«Ne vuoi un goccio?».

«No. Lo sai che mi fa venire sonno».

Aleggiavano nell’aria dei buoni odori che il raffreddore alterava appena, e lui si mise a scorrere le riviste che non aveva avuto tempo di leggere durante la settimana.

«È incredibile come in certi ambienti non ci siano più regole...».

Lei non gli chiese a cosa si riferisse. Nonostante tutto e contro la sua volontà, era totalmente assorbito dal caso Chabut, e ogni tanto gli usciva una mezza frase che aveva a che fare con quello.

«Quando almeno cento persone avrebbero voglia di uccidere un uomo...».

Chi era l’ometto claudicante che riusciva così abilmente a eclissarsi tra la folla? E come faceva a trovarsi quasi sempre, in anticipo oltretutto, negli stessi posti in cui andava Maigret?

Schiacciò un pisolino nella sua poltrona. Quando riaprì gli occhi, sua moglie era intenta a cucire: d’altro canto non riusciva proprio a starsene con le mani in mano.

«Ho dormito più di quanto pensassi».

«Non può farti che bene».

domenica 12 maggio 2024

Catwoman Whiplash - Gifart - Cosimo Palermo - Created 12/03/2021

 


Facciamo un tuffo nel passato a voler dimostrare come il tempo presente, il tempo passato e il tempo futuro non si comportino in forma simile a delle camere "stagne", in realtà sono masse di materia fluida collegate fra di loro. A tal proposito, per fare pendant con il post precedente "Never Turn Your Back", Catwoman e Batman erano già apparsi in un mio art attack nel Marzo del 2021 sotto forma di GIFART, ovvero un meme leggermente più lungo creato a partire da una manipolazione video artistica precedente. In questo caso, la bellissima Michelle Pfeiffer nel ruolo di Catwoman assieme a Michael Keaton diretti da Tim Burton in Batman - Il ritorno film del 1992.

Never Turn Your Back - Artwork by Cosimo Palermo - Lego Batman


Cosa c'è di meglio che cominciare la giornata osservando una nuova grafica Disciplinatha by Lego.
Questa mattina vi rubo un sorriso, mostrandovi questa corsa disperata verso l'ignoto di Batman, che ormai raggiunto da Joker e dal suo guinzaglio non si rende conto di aver ancora un asso nella manica, Catwoman è arrivata in suo soccorso!

Georges Simenon - Maigret e il produttore di vino - 2 Capitolo - VOCE NATURALE

 


Quando la signora Maigret arrivò con il caffè e gli toccò la spalla, ebbe la tentazione, come gli succedeva da bambino, di dirle che non si sentiva bene, e che pensava proprio di dover rimanere a letto, al caldo.

Gli doleva la testa, specie sopra il naso, e si sentiva la fronte madida di sudore. I vetri della finestra erano di un bianco lattiginoso, quasi fossero smerigliati.

Bevve un sorso, si alzò brontolando e andò a guardare fuori: i primi passanti che si affrettavano verso l’entrata della metropolitana, le mani sprofondate nelle tasche, non erano che ombre nella nebbia.

A poco a poco si svegliò. Finì di bere il caffè e rimase a lungo sotto la doccia. Poi, mentre si rasava, i suoi pensieri andarono a Chabut. C’era qualcosa, in lui, che lo affascinava.

Chi ne aveva fornito l’immagine più fedele? Per Madame Bianche era solo un cliente, uno dei migliori, sempre pronto a ordinare champagne. Aveva bisogno di spendere e spandere, di far vedere che era ricco. Probabilmente si compiaceva nel dire:

«Ho iniziato facendo il venditore porta a porta, e mio padre ha ancora un bistrot in quai de la Tournelle. A malapena sa leggere e scrivere».

Che cosa pensava veramente di lui la Cavalletta? Non aveva pianto, ma a Maigret era parso che Chabut non le fosse del tutto indifferente. Sapeva di non essere l’unica ad andare con lui nell’ovattata palazzina di rue Fortuny, ma non sembrava gelosa.

La moglie del produttore di vino lo era ancora meno. Nella memoria di Maigret riaffioravano alcune immagini che aveva registrato inconsciamente. Per esempio quel ritratto a olio, a grandezza naturale, che occupava il posto d’onore su una parete della sala in place des Vosges. Era un dipinto manierato, molto somigliante. Chabut guardava dritto davanti a sé con aria di sfida, la mano serrata, come se si preparasse a colpire.

«Come ti senti?».

«Dopo un’altra tazza di caffè sarò in piena forma».

Georges Simenon - Maigret e il produttore di vino - 1 Capitolo - VOCE NATURALE


«L’hai uccisa per derubarla, vero?».

«Non volevo ucciderla. Altrimenti perché mi sarei portato solo una pistola giocattolo?».

«Sapevi che aveva molto denaro?».

«Non sapevo quanto... Aveva lavorato tutta la vita, e a ottantanni suonati doveva per forza avere qualcosa da parte...».

 «Quante volte sei andato a chiederle dei soldi?».

 «Non lo so. Tante, comunque... Quando mi presentavo da lei, sapeva già il perché. Era mia nonna, e senza pensarci mi sganciava cinque franchi. Ma si rende conto? Che cosa ci fa un disoccupato con cinque franchi?».

 Maigret era cupo, lento, un po’ triste. Un caso banale, il solito delitto squallido, come ne capitano quasi ogni settimana: un ragazzo di neanche vent’anni che aggredisce una donna anziana e sola per rapinarla. La differenza, con Théo Stiernet, era che aveva preso di mira sua nonna.

Appariva molto più tranquillo di quanto sarebbe stato logico aspettarsi, e rispondeva alle domande come meglio poteva. Era un ragazzo grassoccio e molle, con una faccia tonda quasi senza mento, occhi sporgenti e labbra carnose, così rosse che a prima vista sembrava truccato.

«Cinque franchi, come a un bambino che viene a ritirare la paghetta!».

 «Il marito è morto?».

 «Sì, da quarant’anni o giù di lì. Per molto tempo lei ha mandato avanti una piccola merceria in place Saint-Paul. Poi ha cominciato a camminare a fatica e ha dovuto chiudere bottega, ma è stato solo due anni fa...».  «Tuo padre?».

«È a Bicêtre, in manicomio».

«La madre ce l’hai ancora?».

 «Non vivo più con lei da un pezzo. Beve, è sempre ubriaca».

 «Hai fratelli, sorelle?».

 «Una sorella. Ma è andata via di casa a quindici anni, e non si sa che fine abbia fatto».

 Non c’era emozione nella sua voce.

 «Come facevi a sapere che tua nonna teneva i soldi in casa?».

«Non si fidava delle banche, neppure della Cassa di risparmio».

 Erano le nove di sera. Il delitto era stato commesso il giorno prima più o meno alla stessa ora, nella vecchia casa di rue du Roi-de-Sicile dove Joséphine Ménard abitava in un bilocale, al terzo piano. Un’inquilina del quarto aveva incontrato Stiernet sul pianerottolo mentre usciva dall’appartamento. Lo conosceva bene. Si erano salutati.

Verso le nove e mezzo un’altra vicina, la signora Palloc, che abitava dirimpetto, aveva pensato di passare un attimo dall’anziana signora, come faceva spesso.

sabato 11 maggio 2024

Run Like Hell - Artwork by Cosimo Palermo - Dust Wars Episode I



Questa mattina ho deciso di condividere una "grafica" un pò vecchia, risale infatti alla prima metà del 2023. La prima creata omaggiando Star Wars, facendogli il verso rinominando le scene "DUST WARS". Creata utilizzando i personaggi Turbosquid. Ritrae Punko che viene braccato da alcuni Stormtrooper via terra e via aria da due Twin Ion Engines o TIE fighters.

Maigret, Lognon e i Gangster - Georges Simenon - Audiolibro Artificiale - Capitolo 1


«D'accordo... D'accordo... Sì, signore... Ma sì... Sì... Le prometto che farò tutto il possibile... Appunto!... La saluto... Come? Ho detto che la saluto... Nessun disturbo...

Buongiorno, signore...».

Per la decima volta almeno (ormai non le contava più), Maigret riagganciò il telefono, accese la pipa con uno sguardo di rimprovero alla pioggia insistente e fredda che cadeva al di là dei vetri e, afferrata la penna, tornò a concentrarsi sul rapporto cui aveva messo mano un'ora prima e che non riempiva ancora mezza pagina.

In realtà, già dalle prime parole, il commissario pensava ad altro: pensava alla pioggia, a quella pioggia particolare che annuncia il freddo vero dell'inverno e ha il dono di insinuarsi nel collo, di entrare nelle scarpe, di colare a goccioloni dal cappello, una pioggia da raffreddori di testa, sporca e triste, che fa venir voglia di starsene in casa, così che poi, dietro ai vetri, sembrano tutti fantasmi.

Allora, forse per noia, si attaccano al telefono... Delle otto o dieci telefonate, una dopo l'altra, non più di un paio erano degne di interesse. E squillava ancora. Maigret fissò l'apparecchio quasi fosse tentato di farlo a pezzi con un pugno e alla fine ringhiò:

«Pronto!».

«La signora Lognon insiste per parlarle personalmente».

«La signora chi?».

«Lognon».

Con un tempo simile, e in un momento in cui Maigret era già fuori di sé, sentire improvvisamente all'altro capo del filo il nome dell'ispettore che tutti chiamavano il Lagnoso sembrava uno scherzo. Era l'uomo più lugubre della polizia parigina, e talmente iellato da far correre la voce che avesse il malocchio.

Non era lui al telefono, ma sua moglie. Maigret l'aveva incontrata una sola volta, nel loro appartamento di place Constantin-Pecqueur, a Montmartre, e da quel giorno, non riusciva più a prendersela con il povero ispettore: continuava ad evitarlo nei limiti del possibile, ma lo compiangeva sinceramente.

«Passamela... Pronto! Signora Lognon?».

«Mi scusi se la disturbo, signor commissario...».

Parlava articolando le sillabe con affettazione, come chi vuol ostentare la buona educazione ricevuta. Maigret notò che era giovedì, 19 novembre. L'orologio di marmo nero, sul caminetto, segnava le undici del mattino.

«Non mi sarei mai permessa di insistere per parlarle di persona se non si fosse trattato di una cosa seria...».

«Sì, signora».

«Lei ci conosce, me e mio marito, e sa che...».

«Sì, signora».

«Ho assoluto bisogno di vederla, signor commissario. Stanno succedendo delle cose orribili, e ho paura. Se la salute me lo permettesse, mi precipiterei io al Quai des Orfèvres. Ma, come sa, da anni ormai sono praticamente confinata qui, al quinto piano».

«Se capisco bene, vorrebbe che venissi da lei».

«Gliene sarei davvero grata».

Pazzesco. Lo chiedeva educatamente, ma in tono deciso.

«Suo marito non è in casa?».

«É scomparso».

«Cosa? Lognon è scomparso? E da quando?».

«Non lo so. Non è in ufficio, nessuno sa dove si trovi, e questa mattina sono tornati i gangster».


Maigret, Lognon e i gangster - Artwork by Cosimo Palermo, created through Microsoft Designer using a unique set of "abracadadra words" !



Si scambiarono un'occhiata tendendo l'orecchio, poi Maigret 

si precipitò verso l'ufficio in cui aveva rinchiuso Helen. 

Un macello! Nonostante le manette, la donna aveva scaraventato sul pavimento tutto quello che si trovava alla sua portata: calamai, lampada, carte, documenti.


venerdì 10 maggio 2024

John Le Carré - Chiamata per il morto - 9 Capitolo - Voce Naturale - Far ordine

"Oh, ancora una cosa, giusto per tirarle su un po’ il morale. Ho fatto fare il confronto fra la lettera in cui Fennan annunciava il suo suicidio e la lettera anonima. Sono state scritte da persone diverse, ma sulla stessa macchina da scrivere. Diverse la pressione e la spaziatura, ma identici i caratteri. A presto, vecchio mio. Beva un po’ di vino."
Guillam chiuse la porta dietro di sé. I suoi passi echeggiarono leggeri nel corridoio vuoto.
Mendel si arrotolò una sigaretta.
"Dio mio" disse Smiley "ma lei non ha paura di nulla? non ha visto la morte, qua dentro?"
Mendel fece una smorfia e scosse la testa.
"Si muore una volta sola" disse, portandosi la sigaretta alle labbra sottili. Smiley lo osservava mentre l'accendeva. Prese l'accendino, ne sollevò il cappuccio e fece girare la rotella col pollice annerito formando con entrambe le mani una coppa intorno, portando la fiamma vicino alla sigaretta. Avrebbe anche potuto infuriare un uragano.
"Bene, lei è l'esperto di delitti" disse Smiley; "come stiamo andando?"
"Confusamente," disse Mendel "senza ordine."
"Perché?"
"Conclusioni illogiche dappertutto. Nessun lavoro di polizia. Nulla di controllato. Niente e l'algebra."
"Cosa c'entra l'algebra?"
"Avrebbe dovuto dimostrare innanzitutto quello che può essere dimostrato. Trovare le costanti. E' veramente andata a teatro? Era sola? I vicini l'hanno sentita rientrare? Se è così, a che ora? Fennan è veramente arrivato tardi martedì? E' vero che andava a teatro regolarmente ogni quindici giorni, come lei ha detto?"


 

Call for the dead - Artwork by Cosimo Palermo in details.............


Stamane ho creato una grafica ispirata dai personaggi LEGO surrealista e riflessiva, immaginando la macchina da scrivere di Sam Fennan battere la copertina del libro Chiamata per il morto o Call for the dead. Proprio per strafare ne ho fatto anche una versione attualizzando l'opera di Vincent van Gogh, facendola diventare la stessa, dando anche un tocco di movimento a voler catturare proprio il momento in cui stava dando l'ultima pennellata. Riuscite ad indovinare i personaggi?

 

Le inchieste di Maigret Il cavallante della "Providence" - 1 Capitolo - La chiusa 14 - Goerges Simenon

La ricostruzione pur minuziosa dei fatti non chiariva nulla, se non che la scoperta dei due cavallanti di Dizy era a dir poco inverosimile.
Quella domenica era il quattro aprile , alle tre del pomeriggio aveva cominciato a cadere una pioggia torrenziale.
Nel porto a monte della chiusa quattordici, che collega la Marna al canale laterale, c'erano in quel momento due chiatte a motore dirette a valle, un battello in fase di scarico e una draga.
Poco prima delle sette, quando ormai calava il crepuscolo, era arrivato un battello-cisterna, l'Eco Terza, che ora si trovava nel bacino.
Il guardiano, che aveva dei parenti in visita e avrebbe preferito starsene tranquillo, aveva fatto segno di no a una chiatta che stava sopraggiungendo lentamente, trainata da due cavalli.
Poi l'uomo era rientrato in casa, seguito poco dopo dal cavallante, che era una sua vecchia conoscenza.
«Posso passare? Il padrone vorrebbe essere a Juvigny prima di domani sera...».
«Fa' pure, se vuoi. Però le porte devi manovrarle da te...».
La pioggia cadeva sempre più fitta. Dalla finestra il guardiano vide la figura tarchiata del cavallante che si spostava pesantemente da una porta all'altra, faceva avanzare le sue bestie, poi assicurava i cavi alle bitte.
A poco a poco la chiatta si sollevò al di sopra dei muri. Alla barra non c'era il padrone, ma sua moglie, una donna grande e grossa nativa di Bruxelles, con i capelli di un biondo chiassoso e la voce acuta.
Alle sette e venti La Providence era ferma dietro l'Eco Terza, proprio di fronte al Café de la Marine. I cavalli risalirono a bordo, e il cavallante si incamminò col padrone verso il caffè, dove c'erano altri battellieri e due piloti di Dizy.
Alle otto, quando ormai era buio pesto, un rimorchiatore condusse a valle delle porte i quattro battelli che aveva al traino.
Questo fece aumentare il numero degli avventori nel caffè. I tavoli occupati salirono a sei, e le voci rimbalzavano dall'uno all'altro. Chi entrava sbatteva gli stivali infangati, lasciandosi dietro rivoli d'acqua.




 

Due Giorni per Maigret - Georges Simenon Audiolibro Artificiale Episodio 1

Un brontolio indistinto, al telefono, fu la causa di tutto, e comunque della partecipazione di Maigret a quest'avventura sconcertante.

Egli non apparteneva già quasi più alla Polizia Giudiziaria. Ancora due giorni e si sarebbe messo ufficialmente in pensione. Quei due giorni contava di passarli, come i giorni precedenti, a mettere in ordine i suoi archivi e a toglierne le sue carte personali e le sue note. Erano trent'anni che viveva al Quai des Orfèvres, dove gli angoli più lontani gli erano più familiari di quelli del suo appartamento. Non aveva mai pensato con impazienza alla pensione. E ora, a quarantotto ore dalla libertà, si trovava l'anima di un soldato di seconda classe, contava le ore, evocava incessantemente la casa sulla riva della Loira che lo aspettava e dove la signora Maigret preparava tutto per il suo arrivo.

Per lavorare in pace, aveva passato la notte nel suo ufficio, che adesso era tutto azzurro per lo spesso fumo della sua pipa. Il giorno appena iniziato gli mostrava la pioggia sui marciapiedi dove i lampioni erano ancora illuminati e questa atmosfera gli ricordava molti interrogatori che, cominciati al principio del pomeriggio, si erano conclusi, in quell'ufficio, all'alba, con la confessione di un colpevole estenuato mentre chi interrogava non era meno spossato di chi subiva il martellante interrogatorio.

Si udì la suoneria del telefono nell'ufficio vicino. Da principio Maigret non vi pose attenzione, poi alzò la testa, si ricordò che l'ispettore di guardia era passato qualche istante prima per dirgli che andava a bere un caffè caldo. Il grande caseggiato era deserto, con le sue lampade, i suoi corridoi vuoti. Maigret entrò nell'ufficio dove suonava il telefono, staccò l'apparecchio, disse:

«Pronto!» E una voce d'uomo pronunciò dall'altra parte del filo:

«Sei tu?» Perché invece di rispondere no, o di chiedere i particolari, si contentò di un brontolio indistinto?

«Qui Pierre… Ci avvisano a Police Secours di un delitto misterioso commesso poco fa all'Hotel de l'Etoile du Nord?… Ci vai?» Maigret brontolò ancora, riattaccò, si guardò intorno, imbarazzato. Sapeva come andavano quelle cose. L'ispettore di turno aveva un amico, Pierre, alla centrale di Police-Secours. E quell'amico era contento di passargli una buona informazione. Ancora due giorni…

Maigret riempì la pipa, tornò nel suo ufficio, non ebbe il coraggio di rituffarsi nel suo mucchio di carte e un momento dopo mise la bombetta, indossò il suo pesante cappotto dal bavero di velluto, scese le scale con una spallucciata.






giovedì 9 maggio 2024

Maigret a scuola - Geroges Simenon Audiolibro Completo Voce Naturale

Ci sono immagini che registriamo inconsciamente, con la precisione di una macchina fotografica, e quando in séguito riaffiorano alla memoria ci scervelliamo per ricordare dove le abbiamo viste.

Da anni Maigret aveva l'abitudine di fermarsi qualche secondo a riprendere fiato in cima alle scale ripide e polverose della Polizia giudiziaria. Ormai non se ne rendeva più conto e, automaticamente, il suo sguardo si dirigeva verso la sala d'aspetto, una gabbia a vetri che alcuni chiamavano l'«acquario» e altri il «Purgatorio». Probabilmente non era l'unico a comportarsi così. Un tic professionale? Forse.

Anche quando, come quel mattino, Parigi era illuminata da un sole limpido e radioso che metteva allegria e faceva brillare i comignoli rosa dei tetti, nel Purgatorio, che era senza finestre e prendeva luce solo dal corridoio, c'era sempre una lampada accesa.

A volte le poltrone e le sedie di velluto verde erano occupate da tipi dall'aria poco raccomandabile, vecchie conoscenze che un ispettore aveva pescato durante la notte e che aspettavano di essere interrogate, oppure da informatori o testimoni che avevano ricevuto la convocazione il giorno prima e che alzavano la testa con aria triste ogni volta che qualcuno passava.

Per ragioni del tutto misteriose, erano state appese lì le due cornici nere filettate d'oro con le fotografie dei poliziotti morti in servizio.

Nel Purgatorio sfilavano anche uomini e donne del cosiddetto bel mondo. All'inizio rimanevano in piedi, come se si aspettassero di essere ricevuti da un momento all'altro, come se si trovassero lì per una cosa da niente, ma dopo un po' finivano per accasciarsi su una sedia, e non era inconsueto ritrovarceli qualche ora più tardi, con le spalle curve e lo sguardo cupo, privi ormai di ogni senso di superiorità sociale.

Quella mattina nel Purgatorio c'era solo un uomo, e Maigret notò che era del genere che comunemente viene definito «faccia da topo». Era piuttosto magro, con la fronte sfuggente, contornata da pochi ciuffi rossastri. 







Georges Simenon - Rue Pigalle e altri racconti - 4 EP - Il Signor Lunedi - VOCE NATURALE

Maigret rimase immobile per un po’ dinanzi al cancello nero che lo separava dal giardino, e sulla cui targa smaltata appariva il numero 47 b...