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domenica 12 maggio 2024

Georges Simenon - Maigret e il produttore di vino - 1 Capitolo - VOCE NATURALE


«L’hai uccisa per derubarla, vero?».

«Non volevo ucciderla. Altrimenti perché mi sarei portato solo una pistola giocattolo?».

«Sapevi che aveva molto denaro?».

«Non sapevo quanto... Aveva lavorato tutta la vita, e a ottantanni suonati doveva per forza avere qualcosa da parte...».

 «Quante volte sei andato a chiederle dei soldi?».

 «Non lo so. Tante, comunque... Quando mi presentavo da lei, sapeva già il perché. Era mia nonna, e senza pensarci mi sganciava cinque franchi. Ma si rende conto? Che cosa ci fa un disoccupato con cinque franchi?».

 Maigret era cupo, lento, un po’ triste. Un caso banale, il solito delitto squallido, come ne capitano quasi ogni settimana: un ragazzo di neanche vent’anni che aggredisce una donna anziana e sola per rapinarla. La differenza, con Théo Stiernet, era che aveva preso di mira sua nonna.

Appariva molto più tranquillo di quanto sarebbe stato logico aspettarsi, e rispondeva alle domande come meglio poteva. Era un ragazzo grassoccio e molle, con una faccia tonda quasi senza mento, occhi sporgenti e labbra carnose, così rosse che a prima vista sembrava truccato.

«Cinque franchi, come a un bambino che viene a ritirare la paghetta!».

 «Il marito è morto?».

 «Sì, da quarant’anni o giù di lì. Per molto tempo lei ha mandato avanti una piccola merceria in place Saint-Paul. Poi ha cominciato a camminare a fatica e ha dovuto chiudere bottega, ma è stato solo due anni fa...».  «Tuo padre?».

«È a Bicêtre, in manicomio».

«La madre ce l’hai ancora?».

 «Non vivo più con lei da un pezzo. Beve, è sempre ubriaca».

 «Hai fratelli, sorelle?».

 «Una sorella. Ma è andata via di casa a quindici anni, e non si sa che fine abbia fatto».

 Non c’era emozione nella sua voce.

 «Come facevi a sapere che tua nonna teneva i soldi in casa?».

«Non si fidava delle banche, neppure della Cassa di risparmio».

 Erano le nove di sera. Il delitto era stato commesso il giorno prima più o meno alla stessa ora, nella vecchia casa di rue du Roi-de-Sicile dove Joséphine Ménard abitava in un bilocale, al terzo piano. Un’inquilina del quarto aveva incontrato Stiernet sul pianerottolo mentre usciva dall’appartamento. Lo conosceva bene. Si erano salutati.

Verso le nove e mezzo un’altra vicina, la signora Palloc, che abitava dirimpetto, aveva pensato di passare un attimo dall’anziana signora, come faceva spesso.

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